PIEGARO

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Cenni Storici

Alcune antiche tradizioni popolari ancora esistenti a Piegaro nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale, quali ad esempio quelle legate al carnevale, che furono mantenute in vita dal sentimento e dalla fantasia dei progenitori, sono state quasi tutte spente dal rapido progresso degli ultimi decenni.

Sopravvivono alcune manifestazioni di carattere religioso, come le processioni notturne del giovedì e venerdì santo, la festa del patrono San Silvestro (31 Dicembre) e quella del Crocifisso (11 Maggio) anche se per partecipazione di popolo e spettacolarità le prime due citate sovrastino nettamente le altre.

 La processione del giovedì santo, unica nel suo genere nell'ambito del comprensorio è detta anche dell'Ecce Homo, perchè incentrata sul simulacro ligneo di Gesù, la cui iconografia si richiama al Cristo presentato al popolo ebreo dopo la flagellazione ordinata dal proconsole romano Ponzio Pilato, cioè rivestito di una tunica scarlatta, le mani legate, la testa coronata di spine e grondante sangue. L'opera, assai venerata dai piegaresi, risale al XVIII secolo.

Tale processione si snoda dalla chiesa della Madonna della Crocetta a quella parrocchiale, per tornare alla prima dopo un ampio giro per le vie e le piazze del paese suggestivamente illuminate da fiaccole e da migliaia di "lumini" multicolori. Aprono la sfilata i componenti della Confraternita della Morte, in cappa nera, uno dei quali porta a spalla il "tronco", una grande croce nera alta più di tre metri e pesante oltre cinquanta chili, di legno cavo internamente. Seguono i componenti della Confraternita del Sacramento, in cappa bianca e pellegrina rossa, quattro dei quali a turno portano la statua, mentre altri sei reggono il baldacchino.

La processione del venerdì santo ricalca la precedente, diversificandosi sia perchè inizia e termina in corrispondenza della chiesa parrocchiale, sia perchè il tronco è tenuto in equilibrio verticalmente, sia perchè al posto dell'Ecce Homo è la statua del Cristo morto, seguita da quella della Madonna addolorata, portata da quattro ragazze completamente vestite di nero.
Un tempo non molto remoto tali manifestazioni erano particolarmente sentite da tutta la popolazione, che contribuiva attivamente alla loro perfetta riuscita. Pertanto esse assumevano aspetti grandiosi e di forte impatto emotivo tanto da esercitare un potente richiamo sugli abitanti dei paesi vicini. Oggi hanno perduto molto del loro antico fascino essendo cambiato il modo di vivere e partecipare il sentimento religioso.

Anche la festa del patrono San Silvestro, il 31 Dicembre, che da tempo immemorabile si svolgeva con grande solennità e partecipazione di popolo, è quasi del tutto spenta; sopravvive, infatti, a livello puramente liturgico. Lo stesso dicasi per quella del Crocifisso, che si svolge a maggio per ricordare il già citato evento miracoloso del 1738. Soltanto ogni 25 anni o in occasione di avvenimenti straordinari, la festa assume l'aspetto e la spettacolarità di un tempo.

Per quanto concerne le feste non religiose, è opportuno ricordare quelle che si svolgevano all'inizio e alla fine di carnevale. La sera del 17 Gennaio, che nel calendario folkloristico segna quasi ovunque la data d'inizio del periodo carnevalesco che precede la quaresima, usciva da una rimessa di porta Romana una carrozza trainata da due cavalli, all'interno della quale c'era la personificazione del carnevale, sotto forma di un grande fantoccio, confezionato con vecchi abiti riempiti di paglia. Preceduto e seguito da una schiera di maschere che cantavano liberi versi, pieni di allusioni comiche, di doppi sensi e di battute scherzose, il Carnevale percorreva le vie del paese per raggiungere infine la piazza principale dove, tra suoni, e balli veniva incoronato. Altrettanto spettacolare era la festa di fine carnevale, il cui simulacro dopo un farsesco processo veniva condannato a morte perchè sopra di lui si erano accumulati tutti i mali ed i peccati del periodo di festa e licenza.
Dopo la condanna il Carnevale veniva portato per le vie del paese, tra il pianto della moglie e delle maschere che seguivano il condannato. Giunti nella piazza, antistante il municipio gremita di popolo veniva eseguita la sentenza. Il fantoccio rappresentante il carnevale veniva posto sopra una grande catasta di legna e arso tra le grida "disperate" della consorte e delle maschere e le risa del pubblico presente.

A metà quaresima in alcune località del territorio comunale, ma specialmente a Castiglion Fosco, Gaiche e Greppolischieto, si svolgeva una specie di farsa rusticana, detta: Sega la vecchia. Si trattava di una sceneggiata burlesca in prosa e in versi, risalente con molta probabilità al lontano Medioevo, che gruppi di giovani mascherati recitavano sulla pubblica piazza o nelle case dei vari signorotti locali. Il ricavato di tali goliardiche rappresentazioni veniva utilizzato dai protagonisti per una cena e per il rinnovo dei costumi.

Le note folkloristiche più interessanti del capoluogo e delle frazioni vanno ricercate in tutte quelle pratiche e credenze superstiziose, miste a contaminazioni di origine pagana, particolarmente presenti negli scongiuri e negli amuleti.
Per quanto concerne gli scongiuri, il più noto era quello contro la grandine. Poichè tale fenomeno meteorologico era considerato come una punizione divina contro i bestemmiatori, si credeva potesse essere allontanato con il suono delle campane, o lanciando in aria del sale, oppure mettendo all'esterno della casa un rametto di olivo benedetto.
A Piegaro, fino a pochi decenni fa, un piccolo frammento della tunica dell'Ecce Homo, racchiuso in un sacchettino di tela, era utilizzato come amuleto propiziatorio da mettere al collo o sotto al cuscino degli ammalati.

Altra usanza, tuttora presente in alcune zone del comprensorio, era quella di accendere in mezzo ai campi grandi fuochi la sera precedente la festa dell'Ascensione e della Natività della Vergine (8 Settembre).
Prima di chiudere il capitolo delle tradizioni e del folklore sembra interessante ricordare l'attività della filodrammatica piegarese.

Nella seconda metà dell'Ottocento fu realizzato, con finalità educative e di divertimento, il teatro comunale, utilizzando alcuni locali dell'antico palazzo dei conti Bulgarelli. La struttura era costituita da una platea con 120 posti, attorno alla quale girava un palco per gli spettatori, sostenuto da eleganti colonne, da un ampio palcoscenico e dai camerini per gli attori.
Il maestro Angelo Gregori, nobile figura di letterato ed educatore, realizzò una scuola di recitazione, da cui sortì un primo gruppo di attori dilettanti, che infiammò e commosse per diversi anni il popolo piegarese, il quale accorreva in massa a tale piacevole forma di spettacolo. A questo primo gruppo ne seguì un secondo, che riscosse anch'esso risultati lusinghieri.

Il secondo conflitto mondiale non solo determinò lo scioglimento della nobile iniziativa ma arrecò anche gravi danni allo stabile, colpito da varie cannonate. All'inizio del 1945 un gruppo di giovani, tra cui l'autore di queste note, decise di riparare l'edificio, dopo aver ottenuto l'autorizzazione del sindaco prò tempore, e di ricostituire la filodrammatica. I nuovi dilettanti, sotto la regia del dottor Alceo Tiberi, furono ben presto in grado di cimentarsi in un repertorio che andava da testi semplici ma piacevoli e divertenti a opere di Giacosa e Nicodemi. L'attività del gruppo teatrale cessò nel 1950 allorchè alcuni protagonisti si allontanarono da Piegaro.

 

Tratto da: "Memorie di una terra: Piegaro e i suoi castelli"
di Senofonte Pistelli e Gianluca Pistelli
Città della Pieve, Luglio 1992

 

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Da Visitare

 

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Dove Mangiare

 

La Baita di Montarale

Parco di Montarale - 06066 Piegaro (PG)  - Tel. 349 7245755

 

Aperto tutte le sere, compresa la domenica a pranzo, dal 1° luglio al 31 agosto - Lunedì chiuso

 


 

Da Elio

 

Via Pievaiola, 81 - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 075 8358017

 

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Ristorante Osteria di Juni

 

Via Garibaldi, 32 - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 075 8358388 - 340 8637378

 

>>>   Sito Ufficiale Ristorante Osteria di Juni   <<<

 


 

Ristorante Mondo Antico

 

Via Garibaldi, 1 - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 075 8358040 - 339 3657793

 

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Dove Alloggiare

 

Casale delle Girandole

 

Vocabolo Casella, 43 - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 348 7052524

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Ca' De' Principi (residenza d'epoca)

 

Via Roma, 43 - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 075 8358040 - 333 7538192 - Fax 075 8358015

 


 

Da Elio

 

Via Pievaiola, 81 - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 075 8358017 - Fax 075 8358005

 


 

Dependance da Elio

 

Vocabolo Osteria, 79 - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 075 8358005 - Fax 075 8358005

 


 

Antico Molino

 

Vocabolo Molino - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 075 8355563 - 075 832207

 


 

La Crocicchia

 

Vocabolo Crocicchia - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 075 8358120 - Fax 075 8358210

 


 

L'Eremo

 

Vocabolo Corvignano - 06066 Piegaro (PG) - Tel. 075 8358109 - Fax 075 8358114

 


 

L'Antica Vetreria

 

Via Cavour 24A/4/5/6/7/8 - 06066 Piegaro (PG)

 


 

 

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